Durissimo commento di Carlo Calenda verso Roberto Vannacci con annesse accuse in merito alla sua “vicinanza” alla Russia.
Carlo Calenda ancora sopra le righe dopo le risposte in radio ad un ascoltatore. Questa volta lo è stato fatto tornando all’attacco di Roberto Vannacci e mette in guardia dal rischio di continuare a premiare politicamente chi fa leva sulla rabbia degli elettori senza presentare proposte concrete. Il leader di Azione ne ha parlato a Crotone, a margine della presentazione del suo ultimo libro, ‘Difendere la libertà – L’ora dell’Europa’, soffermandosi anche sul ruolo del generale nel panorama politico italiano.

Calenda contro Vannacci e gli aiuti della Russia
Come riportato da Dagospia citando l’Ansa, Calenda non ha mancato di lanciare pesanti accuse al leader di Futuro Nazionale: “Vannacci è un fenomeno costruito e aiutato dalla Russia”, ha dichiarato Calenda ai giornalisti. Il senatore ha raccontato di aver avuto tre confronti con il generale, dai quali, a suo giudizio, sarebbe emersa l’assenza di risposte precise sui suoi programmi e sulle modalità con cui intende realizzarli. Nel corso del dibattito, Calenda è arrivato anche a ridimensionarne provocatoriamente il grado militare, definendolo un caporal maggiore.
Per il leader di Azione, Vannacci rappresenta soprattutto una figura capace di intercettare il malcontento, senza però offrire indicazioni sufficienti su come affrontare i problemi del Paese. Una dinamica che, secondo Calenda, l’Italia ha già sperimentato con risultati negativi e che dovrebbe spingere gli elettori a cambiare atteggiamento.
L’accusa al Generale e non solo
“Il problema è che continuiamo a votare persone che non spiegano mai come faranno una cosa”, ha osservato, ricordando come anche nel Mezzogiorno siano stati raccolti consensi da Matteo Salvini. Da qui l’appello a superare una scelta elettorale guidata prevalentemente dalla protesta.
“Basta voto di rabbia, basta. Il mondo sta andando a pezzi. Basta rabbia, grazie”, ha concluso Calenda, ribadendo la necessità di privilegiare proposte concrete e risposte verificabili alle difficoltà del Paese.
Nel corso dello stesso appuntamento, il leader di Azione ha affrontato anche altri temi politici. Sulla vertenza dell’autotrasporto ha criticato sia le misure del governo sia l’approccio della sinistra, proponendo di aumentare le accise sui beni voluttuari per ridurre quelle sui carburanti. Sul fronte della sicurezza, ha chiesto interventi più incisivi sui social network, indicando TikTok e Telegram come piattaforme sulle quali intervenire per contrastare la diffusione di contenuti violenti e le interferenze straniere.